Reumatismi localizzati: periartriti, tendiniti, borsiti e sindrome del tunnel carpale
Con l'espressione “reumatismi localizzati” si indica un insieme molto ampio di disturbi che interessano muscoli, tendini, borse, legamenti e strutture poste intorno alle articolazioni. Non si tratta quindi di una singola malattia, ma di condizioni differenti che condividono un elemento: il dolore è generalmente concentrato in una determinata regione del corpo.
Un termine utilizzato frequentemente è “periartrite”. Oggi, in ambito medico, si preferisce definire con maggiore precisione la struttura coinvolta: può trattarsi, ad esempio, di una tendinopatia della cuffia dei rotatori della spalla, di una borsite, di un'epicondilite del gomito o di un'infiammazione delle strutture periarticolari dell'anca.
Questi disturbi possono insorgere in seguito a sovraccarico, attività ripetitive, posture mantenute a lungo, attività sportive o lavorative, ma talvolta compaiono senza un episodio scatenante evidente.
Il dolore può presentarsi durante determinati movimenti, limitare alcune attività quotidiane o diventare particolarmente fastidioso durante la notte. Nella spalla, per esempio, può essere difficile alzare il braccio, vestirsi o dormire sul lato interessato.
La sindrome del tunnel carpale
Tra le condizioni localizzate più comuni rientra la sindrome del tunnel carpale.
Il nervo mediano attraversa il polso all'interno di uno spazio anatomico chiamato tunnel carpale. Quando viene compresso può provocare formicolio, intorpidimento, dolore e, nelle forme più avanzate, riduzione della forza della mano.
I sintomi interessano tipicamente pollice, indice, medio e parte dell'anulare e possono essere particolarmente intensi durante la notte o in attività come guidare, utilizzare il telefono o tenere un libro.
La sindrome del tunnel carpale può essere favorita da diversi fattori e può associarsi, tra le altre condizioni, a diabete, gravidanza e alcune malattie reumatologiche. Se non trattata nelle forme più importanti può determinare debolezza e perdita di funzione della mano.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi parte dalla visita.
Il medico valuta la sede del dolore, i movimenti che lo provocano, la forza muscolare e gli eventuali disturbi neurologici.
L'ecografia muscolo-tendinea può essere particolarmente utile per studiare tendini, borse e altre strutture superficiali e per individuare segni di infiammazione o degenerazione.
Nel sospetto di tunnel carpale possono essere utilizzati test clinici specifici e, quando necessario, studi della conduzione nervosa o elettromiografia. Ecografia e risonanza magnetica possono fornire ulteriori informazioni in casi selezionati.

Il trattamento dipende dalla causa
Parlare genericamente di “reumatismo” non è sufficiente per impostare una terapia efficace.
Una tendinopatia, una borsite e una compressione nervosa richiedono infatti strategie differenti.
Il trattamento può comprendere modifica temporanea delle attività responsabili del sovraccarico, esercizi fisioterapici, terapia farmacologica antalgica o antinfiammatoria e, in casi selezionati, infiltrazioni.
Nel tunnel carpale lieve possono essere utilizzati anche tutori, soprattutto durante la notte. Quando la compressione del nervo è importante o persistente può essere necessario valutare il trattamento chirurgico.
L'obiettivo non è semplicemente ridurre il dolore, ma individuare la struttura realmente responsabile del sintomo e recuperare progressivamente movimento e funzione.
Un dolore localizzato che persiste per settimane, limita le normali attività oppure è accompagnato da perdita di forza, formicolio o intorpidimento merita quindi un approfondimento, evitando di attribuirlo genericamente all'età o a un “reumatismo”.



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