Artrite reattiva: quando l'infiammazione articolare compare dopo un'infezione
L'artrite reattiva è una forma infiammatoria che si sviluppa in seguito a un'infezione, generalmente dell'apparato gastrointestinale o genito-urinario.
La particolarità è che i disturbi articolari compaiono spesso quando l'infezione iniziale è già migliorata o completamente risolta. Il paziente può quindi non mettere immediatamente in relazione un episodio di diarrea, un'infezione urinaria o genitale avvenuti alcune settimane prima con il successivo dolore articolare.
I sintomi iniziano generalmente da una a sei settimane dopo l'infezione. Le articolazioni maggiormente interessate sono quelle degli arti inferiori, in particolare ginocchia e caviglie, ma possono essere coinvolte anche le articolazioni sacroiliache.
L'artrite reattiva appartiene alla famiglia delle spondiloartriti.
Oltre alla sinovite possono comparire entesite, dolore al tallone o infiammazione delle dita. In alcuni pazienti si verificano anche infiammazioni oculari e disturbi dell'apparato urinario o genitale.
La classica associazione fra artrite, congiuntivite e uretrite non è tuttavia presente in tutti i pazienti e non è necessaria per formulare la diagnosi.
Quali infezioni possono precederla
Diverse infezioni batteriche possono agire da fattore scatenante. Tra quelle più note vi sono infezioni intestinali e infezioni sessualmente trasmesse.
La valutazione può quindi comprendere, a seconda della storia clinica, esami microbiologici specifici.
La presenza dell'HLA-B27 non è indispensabile per la diagnosi. Questo marcatore genetico può aumentare il rischio di sviluppare la malattia e di avere un decorso più prolungato, ma l'artrite reattiva può comparire anche nei soggetti HLA-B27 negativi.
Non esiste un test unico che confermi l'artrite reattiva. La diagnosi deriva dall'associazione tra quadro articolare, infezione precedente, esami di laboratorio e esclusione di altre cause.
Quando un'articolazione è molto gonfia può essere necessario analizzare il liquido sinoviale per escludere un'infezione direttamente presente nell'articolazione o una forma da cristalli.

Come viene gestita
Il trattamento dipende dalla fase e dalla causa.
I farmaci antinfiammatori possono essere utilizzati per controllare dolore e infiammazione. In alcuni casi sono indicate infiltrazioni o brevi trattamenti corticosteroidei.
Quando l'artrite persiste nel tempo, il reumatologo può valutare farmaci modificanti la malattia.
Gli antibiotici servono a trattare un'eventuale infezione batterica ancora presente o specifiche infezioni che richiedano terapia, ma non rappresentano automaticamente il trattamento dell'infiammazione articolare già instaurata. La strategia deve quindi essere stabilita in base all'agente infettivo e alla situazione clinica.
Molti episodi migliorano progressivamente nell'arco di mesi, mentre in una parte dei pazienti i sintomi possono persistere o recidivare.
Attività fisica controllata e fisioterapia aiutano a recuperare forza e mobilità dopo la fase più infiammatoria.
Dolore e gonfiore comparsi improvvisamente dopo un'infezione intestinale o genito-urinaria non dovrebbero quindi essere trascurati.
Ricostruire con precisione gli eventi delle settimane precedenti può fornire al reumatologo un elemento essenziale per arrivare rapidamente alla diagnosi.



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