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Malattie reumatiche e organi interni: polmone, cuore, rene e nervi periferici

Gruppo Sadel
3 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Le malattie reumatiche autoimmuni vengono spesso associate soprattutto a dolore articolare, rigidità o problemi della pelle.

In realtà alcune di queste condizioni sono sistemiche e possono coinvolgere organi interni.

Lupus, sclerosi sistemica, Sjögren, miopatie infiammatorie e vasculiti possono interessare, con modalità differenti, polmoni, cuore, reni e sistema nervoso.

Questo è uno dei motivi per cui il follow-up reumatologico non si limita alla valutazione delle articolazioni.

Polmone e fibrosi polmonare

Le connettiviti possono associarsi a malattia interstiziale polmonare.

L'infiammazione e, in alcuni pazienti, la progressiva fibrosi del tessuto interstiziale possono determinare tosse secca e difficoltà respiratoria.

Sclerosi sistemica e alcune miopatie infiammatorie rappresentano esempi importanti, ma il coinvolgimento può comparire anche in altre malattie autoimmuni.

Le linee guida ERS/EULAR pubblicate nel 2025 hanno fornito indicazioni specifiche per diagnosi, monitoraggio e trattamento delle malattie interstiziali associate alle connettiviti.

Prove di funzionalità respiratoria e TC ad alta risoluzione vengono utilizzate quando clinicamente appropriate.

Il cuore

L'infiammazione autoimmune può coinvolgere differenti strutture cardiache.

Il lupus può associarsi a pericardite e, più raramente, miocardite.

Alcune connettiviti possono inoltre determinare alterazioni del muscolo cardiaco o dei piccoli vasi.

Nella sclerosi sistemica particolare importanza riveste anche l'ipertensione arteriosa polmonare, che aumenta il lavoro del cuore destro.

La gestione del rischio cardiovascolare tradizionale resta altrettanto importante, perché alcune malattie infiammatorie croniche aumentano il rischio cardiovascolare complessivo.

I reni

Il rene è uno degli organi che possono essere coinvolti in maniera inizialmente silenziosa.

La nefrite lupica può provocare proteinuria, sangue nelle urine e progressiva compromissione della funzione renale.

Alcune vasculiti dei piccoli vasi possono determinare glomerulonefrite rapidamente progressiva.

Nella sclerosi sistemica esiste invece una particolare complicanza definita crisi renale sclerodermica.

Per questo controllare pressione arteriosa, creatinina ed esame delle urine può essere essenziale anche quando il paziente non percepisce sintomi renali.


Neuropatie periferiche

I nervi periferici possono essere coinvolti in vasculiti, Sjögren, crioglobulinemia e altre condizioni.

I sintomi comprendono formicolio, dolore neuropatico, riduzione della sensibilità e debolezza.

In alcune vasculiti il danno può interessare in modo asimmetrico nervi differenti, dando origine a deficit improvvisi in diverse regioni del corpo.

Elettromiografia, studi della conduzione nervosa e altri approfondimenti aiutano a definire natura e distribuzione del danno.

Perché il monitoraggio è fondamentale

Molte complicanze d'organo possono essere trattate con maggiore efficacia quando identificate precocemente.

Il tipo di sorveglianza deve essere personalizzato in funzione della diagnosi e del profilo di rischio.

Non tutti i pazienti necessitano degli stessi esami e la presenza di una connettivite non significa automaticamente che si svilupperà un danno agli organi interni.

Il compito del follow-up è proprio trovare un equilibrio tra controllo appropriato ed esami realmente necessari.

La Reumatologia moderna è quindi una disciplina sistemica.

Prendersi cura di una malattia autoimmune significa valutare la persona nel suo insieme, collaborando quando necessario con pneumologi, cardiologi, nefrologi e neurologi.

 
 
 

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