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Artrosi: comprendere una malattia che interessa l'intera articolazione

Gruppo Sadel
19 ago
Tempo di lettura: 2 min

L'artrosi, o osteoartrosi, è la forma più comune di patologia articolare. Per molto tempo è stata descritta semplicemente come "usura della cartilagine", ma oggi sappiamo che si tratta di una condizione più complessa che coinvolge l'intera articolazione.

Nel tempo possono modificarsi cartilagine, osso sottostante, membrana sinoviale, legamenti e muscoli che stabilizzano l'articolazione.

Le sedi più frequentemente interessate comprendono ginocchia, anche, mani, base del pollice e alcune regioni della colonna vertebrale.

Il sintomo principale è il dolore. Nelle fasi iniziali tende a comparire soprattutto durante l'utilizzo dell'articolazione e può migliorare con il riposo.

La rigidità dopo il risveglio o dopo essere rimasti seduti a lungo è generalmente più breve rispetto a quella tipica delle artriti infiammatorie.

Nel tempo possono comparire riduzione della mobilità, gonfiore, sensazione di instabilità e modificazioni della forma dell'articolazione.

Perché compare l'artrosi

L'età rappresenta un importante fattore di rischio, ma l'artrosi non deve essere considerata una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento.

Traumi articolari precedenti, sovrappeso, alcune attività lavorative o sportive, alterazioni anatomiche delle articolazioni e predisposizione genetica possono contribuire allo sviluppo della malattia.

La diagnosi viene generalmente formulata attraverso storia clinica e visita.

Le radiografie possono documentare restringimento dello spazio articolare, osteofiti e modificazioni dell'osso. La risonanza magnetica non è necessaria nella maggior parte dei pazienti, ma può essere utile in situazioni particolari.

Gli esami del sangue non diagnosticano l'artrosi: vengono utilizzati soprattutto quando è necessario escludere altre cause del dolore articolare.

Il movimento è parte della terapia

Uno dei concetti più importanti è che proteggere un'articolazione artrosica non significa smettere di utilizzarla.

Un programma di esercizio adeguato può migliorare forza muscolare, mobilità e funzione e ridurre il dolore.

Nell'artrosi di ginocchio e anca, quando è presente sovrappeso, una riduzione ponderale può diminuire significativamente il carico sulle articolazioni.

Le raccomandazioni EULAR aggiornate sul trattamento non farmacologico dell'artrosi di anca e ginocchio pongono infatti esercizio, educazione del paziente, gestione del peso e adattamento delle attività quotidiane tra gli interventi fondamentali.

Sul piano farmacologico possono essere utilizzati, a seconda del paziente e della sede interessata, analgesici e antinfiammatori topici o sistemici. In alcune situazioni il medico può proporre infiltrazioni.

Quando dolore e limitazione funzionale diventano importanti nonostante il trattamento conservativo, può essere presa in considerazione la chirurgia protesica.

La strategia deve essere personalizzata: due persone con radiografie apparentemente simili possono avere sintomi molto differenti.

Per questo il trattamento non deve essere deciso soltanto sulla base delle immagini, ma considerando dolore, funzione, attività quotidiane, età e condizioni generali.

L'obiettivo non è semplicemente "curare una radiografia", ma mantenere movimento, autonomia e qualità di vita.

 
 
 

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