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L'Artrosi

  • Gruppo Sadel
  • 28 lug
  • Tempo di lettura: 5 min

L’artrosi (o osteoartrosi) è una malattia degenerativa delle articolazioni dovuta all’usura della cartilagine che riveste le estremità delle ossa. È la forma più comune di disturbo articolare e colpisce soprattutto dopo i 50-60 anni, tanto che la maggioranza dei settantenni presenta segni di artrosi in almeno un’articolazione. Sapere di avere l’artrosi può destare preoccupazione, perché questa condizione può causare dolore e limitazione dei movimenti, ma bisogna ricordare che esistono molte strategie per alleviare i sintomi e migliorare la funzionalità articolare. In questa sezione spiegheremo cos’è l’artrosi, quali sono i fattori che la provocano, come si manifesta e come si può gestire con terapie mediche, esercizio e piccoli accorgimenti quotidiani, così da preservare la qualità di vita.


Descrizione e cause


Nell’artrosi la cartilagine articolare – quel tessuto liscio e gommoso che riveste i capi ossei permettendo loro di scorrere uno sull’altro – si degenera progressivamente. Con il tempo la cartilagine si assottiglia e si fissura, le ossa possono sfregare tra loro e l’articolazione perde la sua forma originaria. Spesso si formano anche osteofiti(piccole escrescenze ossee) ai margini articolari e la membrana sinoviale può infiammarsi lievemente. Il risultato è che l’articolazione diventa meno mobile e può fare male. Le cause esatte sono multifattoriali: l’artrosi è considerata una malattia legata all’invecchiamento (dopo decenni di utilizzo, le nostre articolazioni mostrano fisiologicamente segni di usura), ma non è solo una questione di “età”. Tra i principali fattori di rischio vi sono: il sovrappeso (più peso grava su articolazioni portanti come ginocchia e anche, accelerando la degenerazione), i traumi o microtraumi ripetuti sulle articolazioni (fratture pregresse, lavori fisici pesanti o sport agonistici che sollecitano eccessivamente certe articolazioni)la predisposizione genetica/familiare, e la presenza di deformità articolari o malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide che nel tempo danneggiano la cartilagine. L’artrosi può interessare qualsiasi articolazione, ma è particolarmente comune a livello di ginocchia, anche, colonna vertebrale e mani. Non è una malattia sistemica (come invece l’artrite reumatoide): colpisce solo le articolazioni, e in maniera non uniforme (magari una persona ha l’artrosi alle ginocchia ma non alle anche, ecc.). È importante sapere che l’artrosi è non infiammatoria (o solo modestamente infiammatoria) e non autoimmune: è proprio “usura”, non un attacco del sistema immunitario.


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L’artrosi può avere un decorso lento e inizialmente quasi silente. Il sintomo cardine è il dolore articolare: un dolore di solito meccanico, ovvero che peggiora quando si usa l’articolazione e si attenua con il riposo. Ad esempio, nell’artrosi di ginocchio farà male camminare a lungo o salire le scale, ma a riposo il ginocchio sta relativamente bene (fino a fasi avanzate). Spesso il dolore artrosico è più intenso la sera, dopo una giornata di sforzi. Un’altra caratteristica è la rigidità articolare dopo i periodi di inattività: tipicamente al mattino appena alzati c’è rigidità a una o più articolazioni, ma dura meno di 30 minuti (nella comune artrosi, contrariamente all’artrite infiammatoria, la rigidità mattutina è breve). Altri segni sono la riduzione della mobilità (ad esempio diventa difficile piegare completamente il ginocchio o chiudere bene la mano), un gonfiore lieve dell’articolazione nei periodi di maggior uso (per accumulo di liquido sinoviale), e a volte rumori tipo scrosci o scricchiolii quando l’articolazione si muove. Le articolazioni colpite dall’artrosi possono presentare nel tempo deformità: ad esempio nelle dita delle mani compaiono i noduli di Heberden (sulle articolazioni alla fine delle dita) o di Bouchard (sulle articolazioni intermedie). Tuttavia, queste deformità si sviluppano lentamente negli anni. La diagnosi di artrosi viene fatta dal medico (generalmente ortopedico o reumatologo) valutando i sintomi e mediante una radiografia delle articolazioni interessate. I raggi X mostrano segni tipici: riduzione dello spazio articolare (cartilagine assottigliata), presenza di osteofiti, a volte addensamento dell’osso subcondrale o cisti ossee. Gli esami del sangue in genere risultano normali (come detto, non c’è infiammazione sistemica nell’artrosi), e servono piuttosto per escludere altre patologie. In casi dubbi, si può ricorrere a ecografie o risonanza magnetica, ma di solito la radiografia basta. È importante distinguere l’artrosi da altre artriti perché la gestione è diversa..



Trattamenti e gestione


Non esiste una cura definitiva che faccia “ricrescere” la cartilagine consumata, ma i trattamenti mirano a ridurre il dolore, a mantenere la mobilità e a rallentare il più possibile la progressione. La prima linea di intervento è conservativa. Per il dolore, si utilizzano farmaci analgesici e antinfiammatori: il paracetamolo può aiutare nei dolori lievi-moderati, mentre i FANS (ibuprofene, diclofenac, ecc.) sono più efficaci nei momenti di acuzie, ma vanno usati con cautela e sotto controllo medico per i possibili effetti collaterali (sullo stomaco, reni, ecc.). Esistono anche formulazioni topiche (gel, creme) di FANS che si possono applicare direttamente sull’articolazione dolente, con meno effetti sistemici. Se il dolore è localizzato (es. a un ginocchio o all’anca) e non controllato dai farmaci orali, il medico può proporre infiltrazioni intra-articolari: ad esempio iniezioni di corticosteroidi (cortisone) per ridurre l’infiammazione locale, oppure infiltrazioni di acido ialuronico per lubrificare l’articolazione (la cosiddetta “viscosupplementazione”). Un capitolo a parte è rappresentato dalla fisioterapia e dall’esercizio fisico adattato: può sembrare controintuitivo, ma mantenere in movimento l’articolazione artrosica è fondamentale. La fisioterapia aiuta a rinforzare i muscoli intorno all’articolazione (muscoli più forti = minor carico diretto sull’articolazione) e a mantenere la massima mobilità possibile. Attività come il nuoto, la bicicletta, lo stretching, lo yoga, esercizi in acqua (aquagym) sono molto utili perché fanno lavorare le articolazioni senza impatti eccessivi. Esistono ausili (bastoni, deambulatori, plantari ortopedici) che in alcuni casi il fisiatra può consigliare per alleviare il carico su un’articolazione malandata. Quando l’artrosi è avanzata e provoca forti dolori non più controllabili o grave limitazione funzionale (ad esempio un ginocchio artrosico che impedisce di camminare), si valuta la chirurgia ortopedica. L’intervento risolutivo per le articolazioni portanti è la protesi articolare: con un’operazione si sostituiscono le superfici articolari consumate con componenti artificiali in metallo e polietilene. Le protesi di anca e di ginocchio sono tra gli interventi ortopedici più riusciti e migliorano drasticamente la qualità di vita dei pazienti con artrosi severa, eliminando il dolore e ripristinando la mobilità. Ovviamente la decisione chirurgica viene presa caso per caso, considerando l’età, la salute generale e il livello di disagio del paziente.


Con l’artrosi è importante trovare un equilibrio tra attività e riposo: l’articolazione va usata per mantenerla funzionale, ma evitando sforzi eccessivi che aumentino il dolore. Ascoltate il vostro corpo: se un’attività vi causa dolore significativo, meglio fermarsi e magari suddividerla in compiti più brevi. Allo stesso tempo, cercate di fare movimento ogni giorno: anche 20-30 minuti di camminata o ginnastica leggera tengono le articolazioni “lubrificate” e i muscoli allenati. Per il dolore quotidiano, possono aiutare rimedi semplici come applicare calore locale (una borsa dell’acqua calda o un cuscino termico) sull’articolazione rigida e dolente al mattino, oppure ghiaccio se c’è gonfiore dopo sforzo. Adottate posture corrette: per esempio sedetevi su sedie con schienale dritto e braccioli (più facile alzarsi), quando raccogliete qualcosa da terra piegate le ginocchia invece di incurvare la schiena, ecc. In casa, eliminate tappeti scivolosi o ostacoli sul pavimento per evitare cadute. Parlate con il vostro medico o fisioterapista di eventuali dubbi: ad esempio, quali esercizi sono più indicati per voi, o se servono scarpe ammortizzate, o se potete assumere integratori (come condroitina, glucosamina: alcune persone li trovano utili anche se l’evidenza scientifica è controversa). Infine, non scoraggiatevi psicologicamente: l’artrosi è molto comune e non siete soli ad affrontarla. Con cure adeguate, tantissime persone con artrosi continuano a svolgere le proprie attività, a viaggiare, a praticare hobbies (magari adattandoli un po’) e a godersi la vita. Un atteggiamento proattivo – prendersi cura di sé e seguire le terapie – fa davvero la differenza nel rallentare la progressione e mantenere l’autonomia nel tempo.

 
 
 

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