Polimialgia reumatica: dolore e rigidità dopo i 50 anni
La polimialgia reumatica è una malattia infiammatoria che colpisce quasi esclusivamente persone di età superiore ai 50 anni.
La sua caratteristica principale è la comparsa di dolore e intensa rigidità soprattutto a livello delle spalle, della parte superiore delle braccia, del collo e della regione delle anche.
I sintomi possono iniziare molto rapidamente, talvolta nell'arco di pochi giorni.
La rigidità è particolarmente evidente al mattino o dopo periodi di inattività. Per il paziente possono diventare difficili azioni apparentemente semplici come alzarsi dal letto, vestirsi, pettinarsi, infilare una giacca o sollevare le braccia sopra la testa.
A differenza di ciò che il nome può suggerire, il problema non deriva da una malattia primaria dei muscoli. Si tratta di un processo infiammatorio che interessa prevalentemente le strutture periarticolari.
Possono essere presenti anche stanchezza, febbricola, perdita di appetito e calo di peso.

Diagnosi e risposta alla terapia
Non esiste un esame specifico per la polimialgia reumatica.
La diagnosi viene formulata considerando l'età del paziente, la distribuzione dei sintomi, l'esame obiettivo e gli indici di infiammazione, in particolare VES e PCR.
Ecografia delle spalle e delle anche può fornire informazioni aggiuntive in casi selezionati.
Altre malattie possono imitare la polimialgia reumatica, tra cui artrite reumatoide a esordio tardivo, patologie muscolari, disturbi endocrini o altre condizioni infiammatorie; per questo è importante una valutazione specialistica.
La terapia tradizionale si basa sui corticosteroidi, generalmente a dosaggi inferiori rispetto a quelli utilizzati in molte altre malattie autoimmuni.
La risposta può essere molto evidente, ma la terapia viene poi ridotta gradualmente sotto controllo medico. Interrompere rapidamente il trattamento può favorire una ricaduta.
Le raccomandazioni EULAR aggiornate nel 2025 e pubblicate nel luglio 2026 sottolineano una gestione personalizzata della polimialgia e delle vasculiti dei grandi vasi.
In pazienti selezionati, soprattutto quando il trattamento corticosteroideo comporta particolari problemi, il reumatologo può valutare terapie che consentano di ridurne l'esposizione.
Attenzione all'arterite a cellule giganti
La polimialgia reumatica è strettamente associata all'arterite a cellule giganti, una vasculite che può interessare le arterie craniche e altri grandi vasi.
La comparsa di un nuovo mal di testa, dolore del cuoio capelluto, dolore alla mandibola durante la masticazione, visione doppia o perdita della vista richiede una valutazione medica urgente.
Le complicanze oculari dell'arterite a cellule giganti possono infatti essere molto gravi.
Chi assume corticosteroidi a lungo termine deve inoltre essere monitorato per effetti indesiderati come osteoporosi, pressione alta, diabete e cataratta.
Con diagnosi corretta e trattamento adeguato, la maggior parte dei pazienti ottiene un controllo importante dei sintomi e può recuperare rapidamente autonomia e attività quotidiane.



Commenti