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Polimiosite: debolezza muscolare e miopatie infiammatorie

Gruppo Sadel
15 ago
Tempo di lettura: 2 min

La polimiosite appartiene al gruppo delle miopatie infiammatorie idiopatiche, malattie autoimmuni nelle quali il sistema immunitario provoca un danno prevalentemente a livello muscolare.

La terminologia di queste condizioni è cambiata molto negli ultimi anni.

Il termine “polimiosite” continua a essere utilizzato, ma oggi gli specialisti distinguono con maggiore precisione differenti forme di miopatia infiammatoria sulla base delle caratteristiche cliniche, degli autoanticorpi e, quando necessario, della biopsia muscolare.

Questo permette di differenziare la vera polimiosite dalla dermatomiosite, dalle miopatie necrotizzanti, dalle sindromi antisintetasi e da altre condizioni muscolari.

Il sintomo principale è la debolezza

Il disturbo più caratteristico non è il dolore, ma la perdita di forza.

La debolezza interessa generalmente i muscoli prossimali, cioè quelli più vicini al tronco: spalle, parte superiore delle braccia, anche e cosce.

Il paziente può iniziare ad avere difficoltà ad alzarsi da una sedia senza utilizzare le braccia, salire le scale, sollevare oggetti sopra la testa o lavarsi i capelli.

Il disturbo tende spesso a coinvolgere entrambi i lati del corpo.

In alcuni pazienti possono essere interessati anche i muscoli coinvolti nella deglutizione, con difficoltà a ingerire correttamente cibi o liquidi.

Le miopatie infiammatorie possono inoltre associarsi a interessamento polmonare, soprattutto in alcuni specifici profili autoanticorpali.

Gli esami necessari

Gli esami del sangue possono mostrare un aumento degli enzimi muscolari, come la creatinchinasi o CK, che viene liberata quando le cellule muscolari vengono danneggiate.

Il risultato deve però essere interpretato nel contesto clinico, perché numerose altre condizioni possono modificare la CK.

Gli autoanticorpi associati alle miositi possono aiutare a definire meglio il sottotipo della malattia e il rischio di determinate manifestazioni.

Risonanza magnetica muscolare, elettromiografia e biopsia possono essere utilizzate nei casi in cui sia necessario caratterizzare meglio il processo.

Il percorso diagnostico è importante anche per escludere cause non autoimmuni di debolezza, come malattie endocrine, farmaci, patologie neurologiche o miopatie genetiche.

Recuperare forza controllando l'infiammazione

Il trattamento delle miopatie infiammatorie viene deciso sulla base della gravità e degli organi interessati.

I corticosteroidi sono frequentemente impiegati nella fase iniziale e vengono spesso associati a farmaci immunosoppressori che consentono un controllo più stabile della malattia.

In forme selezionate possono essere utilizzate immunoglobuline endovena, terapie biologiche o altre strategie specialistiche.

La fisioterapia è parte integrante del percorso.

In passato si temeva che l'esercizio potesse aggravare l'infiammazione muscolare; oggi un programma adattato alle condizioni del paziente viene considerato importante per recuperare forza e prevenire il decondizionamento.

La debolezza muscolare progressiva non deve quindi essere attribuita automaticamente all'età o alla sedentarietà.

Quando attività quotidiane un tempo semplici diventano improvvisamente difficili, la valutazione specialistica può permettere di distinguere una miopatia infiammatoria da molte altre possibili cause.

 
 
 

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